
La festa dell’Ascensione di Nostro Signore, la Sensa per i Veneziani, era l’occasione in cui si svolgeva una delle più sontuose cerimonie pubbliche che scandivano l’esistenza della Serenissima, vale a dire lo Sposalizio del mare.
Il giorno dell’Ascensione, celebrata dalla Chiesa la prima domenica successiva al compimento di quaranta giorni dopo la Pasqua, il Doge, accompagnato dal Patriarca e dai membri della Signoria, salpa a bordo del Bucintoro dal molo della Piazzetta. La galea del Doge, accompagnata da un nutrito e variopinto corteo di imbarcazioni di patrizi, ma anche di semplici pescatori, raggiunge la chiesa di San Nicolò del Lido. Dopo una sosta in questo luogo, il corteo riprende la navigazione e raggiunge il mare aperto attraverso la bocca di porto del Lido. Qui il Doge getta in mare dal Bucintoro un anello nuziale d’oro, benedetto dal Patriarca, pronunciando la nota formula latina Desponsamus te, mare nostrum, in signum veri perpetuique dominii (“Ti sposiamo, o nostro mare, in segno di vero e perpetuo dominio”).
La tradizione della Sensa viene fatta risalire all’origine della potenza navale veneziana, più precisamente all’acquisizione della Dalmazia durante il dogato di Pietro Orseolo II (991-1009). Il giorno dell’Ascensione dell’anno 1000 il Doge stesso lascia Venezia alla testa di una flotta diretta in Dalmazia. Ben accolto dalla maggior parte delle città dalmate, che si erano poste sotto la protezione di Venezia per sottrarsi alle crescenti minacce costituite dal Regno di Croazia e dai predoni slavi noti come Narentani, i quali costituivano allora una costante spina nel fianco per il commercio veneziano, Pietro Orseolo II assume per sé e i propri successori il titolo di Dux Venetiarum et Dalmatinorum. Con questa impresa Venezia si assicura una posizione di preminenza nel controllo della costa orientale dell’Adriatico, di cruciale importanza strategica per la gestione dei traffici commerciali in questo mare. Ripetutamente minacciato nei secoli successivi, il possesso della Dalmazia sarebbe perciò stato sempre difeso con tenacia da Venezia.
Con il declino della Serenissima, la Sensa cessa di essere una manifestazione tangibile del concreto potere marittimo veneziano e diviene via via sempre più un residuo del passato. Nel Settecento tutto ciò rappresenta soltanto un riflesso della potenza di tempi ormai lontani ma, come possiamo vedere in questo dipinto del Canaletto, la Sensa è ancora per la Repubblica l’occasione per una notevole esibizione di sfarzo.
Alessandro Vischio
Per saperne di più
BRUNETTI Mario, Sposalizio del mare, in “Enciclopedia Italiana (1936)”, “Treccani”.
DIEHL Charles, La Repubblica di Venezia, Roma, Newton Compton, 2006.
GULLINO Giuseppe, Storia della Repubblica Veneta, Brescia, La Scuola, 2010.
ZORZI Alvise, La repubblica del leone: storia di Venezia, Firenze-Milano, Bompiani, 2017.
Consultare anche la pagina ‘Fonti e bibliografia’.
L’immagine
Il Bucintoro al molo nel giorno dell’Ascensione, opera eseguita dal Canaletto attorno al 1745 (Filadelfia, Philadelphia Museum of Art). L’immagine è tratta da “Wikimedia Commons” ed è di pubblico dominio.
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