
Orléans, 8 maggio 1429
L’8 maggio 1429 si concluse l’assedio di Orléans, evento cruciale della Guerra dei Cent’anni. Per coglierne l’importanza occorre, prima di tutto, dare un rapido sguardo al contesto in cui i fatti si svolsero.
Nel 1429 il corso della Loira divideva la Francia in due grandi zone, che qui descriveremo soltanto per sommi capi: a nord del fiume, l’insieme dei territori su quali regnava il giovanissimo – era nato nel 1421 – Enrico VI di Lancaster, in virtù del trattato di Troyes del 1420 Re sia d’Inghilterra che di Francia (si trattava di un’unione personale, nessuna fusione tra le due corone), per il quale la reggenza era assicurata dal duca di Bedford; a sud, quella metà del Regno di Francia ancora fedele al Delfino Carlo di Valois, figlio del precedente re Carlo VI, escluso dalla successione al trono proprio dal già citato patto del 1420.
Il conflitto tra le due parti si era trascinato nel corso degli anni ’20, infiacchendosi infine a causa delle debolezze strutturali dei contendenti. I Lancaster, dovendo provvedere anche alla difesa dell’Inghilterra da una possibile invasione scozzese, erano in grado mantenere in Francia solo una limitata presenza militare. Potevano certamente giovarsi dell’appoggio del duca di Borgogna, Filippo il Buono, formalmente leale alla corona e acerrimo avversario del Delfino (implicato nell’assassinio di suo padre, Giovanni Senza Paura), ma in realtà intento a perseguire i propri particolari interessi più che a partecipare attivamente al rafforzamento del controllo inglese sulla Francia. D’altra parte, Carlo di Valois si dibatteva tra croniche difficoltà finanziarie (da questo punto di vista, la corte del “Re di Bourges” non brillava per efficienza) e lo scarso entusiasmo per il conflitto da parte di una nobiltà già dissanguata dalle disfatte subite negli anni precedenti, a partire da quella di Azincourt del 1415, tutte circostanze che rendevano la rivendicazione del Delfino al trono di Francia poco più che velleitaria.
In questo complesso quadro, ora solo sommariamente descritto, aveva fatto la propria comparsa Giovanna d’Arco, cui Carlo, puntando sull’entusiasmo religioso suscitato attorno alla ‘Pulzella di Lorena’, aveva affidato il compito di soccorrere la città di Orléans, anche se a guidare effettivamente le truppe erano capitani di provata esperienza, come Gilles de Rais e, in particolare, Étienne de Vignolles, più noto come ‘La Hire’. Questa città, fedele al Delfino e posta sulla sponda destra della Loira (quindi a nord del fiume), era di grande importanza strategica essendo uno dei principali punti di attraversamento del fiume stesso, motivo per cui gli Inglesi avevano deciso di impossessarsene. L’assedio aveva avuto inizio il 12 ottobre 1428 ed aveva visto gli Inglesi erigere una serie di fortilizi per bloccare i principali accessi alla città, fatto che tuttavia non impedì a Giovanna d’Arco di entrare in città la sera del 29 aprile 1429, alla testa di un convoglio di rifornimenti. L’arrivo di ulteriori rinforzi, nei giorni successivi, diede avvio agli assalti contro i capisaldi inglesi su entrambe le sponde della Loira.
Decisiva fu la conquista del forte Les Tourelles, il 7 maggio. Di questa robusta fortificazione in pietra, che avrebbe dovuto proteggere l’accesso meridionale al ponte sulla Loira essendo parte delle difese cittadine, gli Inglesi si erano impadroniti poco dopo l’inizio dell’assedio ed avevano provveduto a rafforzarla ulteriormente con la costruzione di baluardi esterni. Fu a questi sbarramenti che i Francesi diedero l’assalto la mattina del 7. Non riuscirono tuttavia a sopraffare i difensori, guidati da William Glasdale, e, quando Giovanna venne colpita da un dardo di balestra, l’attacco perse impeto e venne sospeso. Come è noto Giovanna, medicata alla meglio la ferita, impedì che fosse ordinata la ritirata, e poco dopo venne sferrato un nuovo assalto. Gli Inglesi questa volta cedettero, e Glasdale ordinò l’abbandono delle difese esterne per rinchiudersi nelle Tourelles ma, mentre si trovava ancora sul ponte levatoio che dava accesso al forte, questo crollò e il capitano precipitò nella Loira, dove ben presto affogò sotto il peso della propria armatura. I superstiti del presidio inglese, privi di comando ed ora attaccati anche dal ponte dalla guarnigione di Orléans, tentarono un’inutile resistenza, finendo perlopiù trucidati.
Il giorno dopo lord Talbot e il conte di Suffolk, comandanti dell’armata inglese impegnata nel blocco di Orléans, fecero smantellare i capisaldi e levarono l’assedio. I Francesi non li inseguirono ma, convinti da Giovanna, il cui prestigio presso capitani e soldati era enormemente cresciuto con il successo del giorno prima, uscirono dalla città e celebrarono una messa per ringraziare Dio della vittoria (era, tra l’altro, domenica). Il tutto sotto gli occhi degli Inglesi, che non si erano ancora allontanati da Orléans. Talbot e Suffolk si ritirarono poi in buon ordine e senza dover combattere.
Le successive vittorie riportate dai Francesi, sempre ispirati dal carisma di Giovanna, avrebbero portato poco più di due mesi dopo, il 17 luglio, all’incoronazione nella cattedrale di Reims del Delfino come legittimo Re di Francia, con il nome di Carlo VII.
Alessandro Vischio
Letture consigliate
CARDINI Franco, Giovanna d’Arco, la vergine guerriera, Milano, Mondadori, 2017.
CONTAMINE Philippe, La Guerra dei Cent’anni, Bologna, Il Mulino, 2013.
Consultare anche la pagina ‘Fonti e bibliografia’.
L’immagine

Giovanna d’Arco, disegno realizzato nel maggio 1429 tratto da un registro del Parlamento di Parigi, che in quel punto reca delle annotazioni relative proprio agli avvenimenti che avevano posto fine all’assedio di Orléans (Parigi, Archives Nationales). L’autore del disegno è stato individuato nel canonico Clément de Fauquembergue, cancelliere del Parlamento. Si tratta dell’unica rappresentazione coeva di Giovanna ad oggi nota.
L’immagine è tratta da “Wikimedia Commons” ed è di pubblico dominio.
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